Soltanto una su dieci utilizza Google Ads, una su tre non aggiorna il proprio sito da più di un anno e due su tre non sono presenti sui social network: le PMI italiane non riescono ancora a sfruttare appieno le opportunità di creazione di valore offerte dal digitale.

È quanto emerge dal report PMI Digital Index stilato da GoDaddy, azienda con quasi 19 milioni di clienti in tutto il mondo che offre a PMI e imprenditori una suite integrata di strumenti necessari per far crescere il loro business online. Nato dalla collaborazione tra GoDaddy e gli esperti di digital marketing di Alkemy, il PMI Digital Index fotografa il grado di maturità digitale delle PMI Italiane analizzando 120 parametri in tre categorie principali: Digital Presence Quality, che valuta gli aspetti tecnici; Reputation Index, uno screening della popolarità digitale dell’azienda; Digital Marketing Index, che misura le iniziative digitali intraprese dalle aziende.

A fronte del 33% delle PMI del BelPaese che sono presenti su internet con un proprio sito web, secondo l’analisi del Digital Index di Godaddy il grado di digitalizzazione aggregato delle PMI italiane nel 2018 è pari a 54/100, un risultato che segnala insufficiente propensione digital ma individua ampi margini di miglioramento.

Dalla ricerca emerge come il grado di digitalizzazione sia strettamente correlato al fatturato aziendale: le micro e piccole aziende con fatturazione inferiore ai 2 milioni di euro ritengono che l’investimento nella digitalizzazione sia importante ma non prioritario; invece per le aziende con più di 10 milioni di fatturato la digitalizzazione diviene un elemento chiave per crescere.

In particolare, sottolinea GoDaddy, il 32% delle PMI non aggiorna il proprio sito da più di un anno, non fornendo contenuti e dati attendibili sull’azienda; il 44% delle PMI non usa alcun servizio di Web Analytics, determinante per le analisi delle performance di marketing, e il 37% non ha un account Google My Business, che rappresenterebbe un valido alleato per gestire le informazioni su Google, inclusi Search e Maps.

Dal punto di vista dell’advertising online, solo il 5% conosce ed usa Display Network e solo il 9% usa Google Ads, nonostante le statistiche dimostrino che grazie a questo tipo di strumenti si possa raggiungere l’86% della popolazione che naviga online prima di acquistare.

Sei PMI su dieci (64%) non hanno una pagina Facebook, mostrando di non cogliere il valore commerciale dei social network, canali dove sono attivi circa 35 milioni di utenti italiani e che risultano quindi estremamente utili per interagire con i consumatori.

Male anche dal punto di vista dell’ottimizzazione mobile del proprio sito: il 30% delle PMI non ha una sito che si visualizzi adeguatamente sul cellulare, che può essere determinante per raggiungere coloro i quali sono soliti navigare con lo smartphone.

A livello geografico, l’analisi di GoDaddy rivela che le PMI del nord-ovest d’Italia sono meno digitalizzate, nonostante l’area abbia il più alto numero di imprese. Le regioni con il più alto grado di maturità digitale sono le Marche, la Sardegna ed il Lazio. Abruzzo, Liguria e Piemonte sono le meno digitalizzate.

Il settore Alberghiero e Ristorazione è il più digitalizzato, seguito da Mobili – che ha mostrato successo nel Digital Marketing Index. I settori Tessile e Trasporti sono le aree dove emergono più lacune secondo il parametro della Digital Presence Quality.