Yahoo, il secondo motore di ricerca del mondo, è un oggetto del desiderio per molti investitori, visto che soltanto l’economia digitale ha dimostrato nell’ultimo periodo di galleggiare in un mare di titoli in perdita. Ma gli interessi sono davvero tanti in questo caso.La scalata di Yahoo o l’acquisizione di questo impero, sono operazioni finanziarie destinate ad attirare l’attenzione del mondo economico nei prossimi anni. Gli investitori interessati, infatti, arrivano da tutto il mondo: sono in Cina, a Singapore, negli Stati Uniti.

Ma non basta, gira voce che sia lo stesso fondatore di Yahoo a volersi riappropriare del suo impero. Attualmente Jerry Yang possiede il 3,63 per cento delle azioni di Yahoo ma potrebbe affidarsi al buon cuore di antichi alleati.

Per esempio potrebbero agevolare la scalata di Yang, un altro cofondatore di Yahoo, David Filo, che controlla il 5,9 per cento delle azioni. Dopodiché sarà necessario andare alla ricerca di altre azioni nelle private equity maggiormente sensibili a questa operazione.

Nel mondo finanziario, intanto, si guarda a Yahoo con una punta di rammarico per la mancanza di una strategia commerciale efficace. Un deficit che è costato il posto dirigenziale a Yang ma che ha contribuito alla defenestrazione di altri due CEO: Terry Semel, un anno prima di Yang nel 2007 e Carol Bartz che si è dimesso all’inizio di settembre.