Si respira ancora un’aria tesa tra i corridoi della Banca centrale europea per le divergenze di opinione sulle manovre contro la crisi dell’Eurozona. Una prova arriva oggi da Jens Weidmann, il numero uno della Bundesbank (la banca centrale della Germania) e dunque membro del consiglio Bce. Secondo alcune indiscrezioni, Weidmenn ha considerato le sue dimissioni proprio per contrarietà alla Bce.

Lo scrive, citando fonti finanziarie, il quotidiano tedesco Bild in un articolo ripreso anche nell’edizione online. Secondo l’indiscrezione, Weidmann ha considerato le sue dimissioni per la sua opposizione ai piani di acquisto di bond da parte della Bce. Il presidente della Bundesbank critica fortemente questa misura tesa a mantenere più stabili i tassi di finanziamento dei Paesi in difficoltà, considerandola pericolosa. Il rischio, secondo lui, è che possa diventare “una droga” che renderebbe gli Stati dipendenti dal continuo intervento della Bce.

Per frenare la sua decisione sarebbe intervenuto il governo di Berlino. Ora si guarda alla prossima riunione della Bce, che si terrà giovedì 6 settembre. In quell’occasione l’Eurotower potrebbe già dare qualche indicazione sulle manovre da adottare contro la crisi del debito sovrano.