Ci sono voluti ben 70 anni per declassare l’America, ma alla fine il taglio del rating statunitense è arrivato, nonostante l’accordo tra Obama e i leader del Congresso per il varo della manovra economica.

L’agenzia Stardard & Poor’s ha tolto la tripla A agli USA.

Gli Stati Uniti, finora, erano stati i primi della classe conservano inalterata la tripla A che caratterizza il massimo livello di rating.

Per i problemi legati al debito pubblico, l’amministrazione Obama è stata stressata dalle agenzie di rating, condizionando molto i listini di Wall Street.

Tutto pareva si fosse placato con l’accordo tra il Congresso e la Casa Bianca per il varo della riforma economica degli States, definita lacrime e sangue, piena di tagli alla spesa pubblica e con pochi incentivi per il rilancio dell’economia, stando alle analisi degli economisti.

Per questo, dopo l’annuncio di Moody’s e Fich di dare un’altra opportunità agli USA, è arrivata come una doccia gelata la decisione della S&P’s.

Non si è fatta attendere la replica del Ministero del Tesoro statunitense che ha parlato di un errore di 2 mila miliardi nelle valutazioni dell’agenzia.

Nel frattempo sono state avviate riunioni in teleconferenza con il G7 e la BCE.