Immagino già le levate di scudi di qualche influente opinionista sulla rete, ma secondo me un tentativo in questo senso andava fatto. Con l’ultimo passaggio della legge di Stabilità alla Commissione Bilancio della Camera si punta a colpire anche i cosidetti “grandi evasori” – sarebbe meglio dire elusori – della rete – come Google ma non solo. La cosidetta Web Tax punta ad obbligare tutte le realtà che vendono i propri servizi sulla rete italiana ad avere una partita Iva italiana.

In questo modo tali realtà sarebbero obbligate a pagare le tasse in Italia – dalle imposte sui redditi all’Imposta sul valore aggiunto. L’operazione è complicata perché si scontra con le norme europee sulla libertà di impresa. Il governo Letta sta cercando di evitare rischi di conflitto con un po’ di furbizia. Con un emendamento in cui si stabilisce che: “Costituisce stabile organizzazione l’utilizzo abituale della rete nazionale”.

In questo modo non ci dovrebbero essere problemi di conflitti e si farebbe un bel jackpot in quanto a nuova entrate fiscali. E non parlo solo dei colossi che hanno sede in Irlanda… In questo modo si costringerebbe a pagare in Italia anche tutti i venditori Internet che, pur essendo italiani, vendono con aziende situate in paradisi fiscali

Ci saranno controindicazioni ma vale la pena provare.