Una settimana tutta all’insegna del rialzo a Wall Street è stata caratterizzata dalle prese di profitto nell’ultima seduta dell’ottava, con tutti i principali indici che hanno praticamente azzerato i guadagni precedenti: il Dow Jones e lo S&P500 sono arretrati dello 0,69% e il Nasdaq dello 0,8%. Alle solite preoccupazioni legate alla situazione in Grecia si sono aggiunte le negative indicazioni provenienti dal fronte macroeconomico interno.

L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan nella versione preliminare di febbraio è sceso da 75 a 72,5, risultando peggiore delle attese di consensus di un dato praticamente invariato a 74,8, segnalando che le spese dei consumatori potrebbero crescere ad un ritmo inferiore alle attese nella prima parte di quest’anno. La maggiore preoccupazione degli intervistati è un calo del reddito nei prossimi mesi.

Le deboli indicazioni provenienti dal fronte economico interno sono andate ad aggiungersi alla revisione al ribasso delle stime dell’agenzia internazionale per l’energia sui consumi di petrolio e al calo delle esportazioni cinesi, tutti segnali preoccupati per l’economia globale.

All’interno dello S&P500 il ribasso è stato diffuso, con tutti i dieci settori di attività in ribasso, mentre l’indice Vix, considerato un termometro delle preoccupazioni degli investitori è salito del 10%.

Tra i singoli titoli è da segnalare il calo dei bancari e di Alcoa, che con una flessione del 3,3% ha registrato la peggiore performance tra i titoli del Dow Jones industrial. È, invece, salita di quasi il 14% Linkedin per la crescita superiore alle attese del fatturato.