Dopo quattro rialzi giornalieri consecutivi, i maggiori indici statunitensi hanno tirato il fiato oggi chiudendo in ribasso. Il Dow Jones Industrial ha confermato di non riuscire a superare la soglia psicologica dei 13 mila punti, chiudendo a 12952 punti con un ribasso dello 0,41%. Lo S&P500, che ieri aveva registrato il massimo dallo scorso mese di maggio, è a sua volta arretrato dello 0,4%, ed il Nasdaq ha chiuso a -0,67%, nonostante il nuovo balzo di Apple (+1,31%).

Un nuovo allentamento quantitativo non è imminente

Gli investitori sono stati delusi ieri dalla mancata indicazione nella testimonianza semestrale del presidente della Fed Ben Bernanke di fronte al Congresso che un nuovo allentamento della politica monetaria sia imminente. Bernanke ha sottolineato che i segnali di progresso dell’economia, seppure molto modesti, e le possibilità che il balzo del prezzo del petrolio possa spingere al rialzo l’inflazione.

Tra i settori la peggiore performance è stata registrata dalle risorse di base, in ribasso dell’1,9%, sulla scia del tonfo delle quotazioni delle commodities ed in particolare dell’oro (-4%) dopo che le parole di Bernanke hanno ridimensionato le attese per un incremento della quantità di Dollari sul mercato. Newmont Mining ha perso il 4,5% ed Alcoa l’1,9%.

A sostenere le quotazioni di Apple, ormai stabilmente sopra la soglia dei 500 miliardi di Dollari di capitalizzazione, sono state le attese che la società possa ben presto decidere di distribuire un dividendo straordinario e che l’introduzione della nuova versione dell’i.Pad il prossimo 7 marzo possa dare un nuovo impulso alle vendite.