I titoli tecnologici, almeno nell’ultimo periodo, hanno fatto il buono e il cattivo tempo nella piazza di Wall Street, molto sensibile alle scelte e alle manovre del settore dell’informatica e del computing. Si spiega così, con questa spiccata sensibilità per l’informatica, la reazione dei mercati statunitensi alla decisione dell’HP di lasciare la produzione di computer e stampanti. L’annuncio, a luglio in Europa, ha lasciato di stucco gli investitori.

La Hewlett e Packard ha deciso di abbandonare il mercato e quindi anche il mercato azionario, perchè gli utili sono diminuiti e il futuro, secondo l’attuale management dell’azienda, non sembra così roseo.

Eppure l’azienda non era in crisi: nel terzo trimestre del 2011 ha fatto registrare un utile netto di 1,9 miliardi di dollari, che è il 9 per cento in più dell’anno scorso.

Anche in termini di fatturato non è andata male, visto che c’è stato un aumento di un punto percentuale equivalente a 31,2 miliardi.

Venerdì il titolo ha aperto con un -20 per cento che si è fatto notare nonostante la depressione generalizzata degli altri titoli.

Il bello è che la divisione computer è stata la migliore all’interno del sistema HP ma l’investimento nello sviluppo del sistema operativo per smartphone non ha riportato a casa i risultati sperati.