Giornata inevitabilmente concentrata sui risultati delle società tecnologiche americane, con il susseguirsi dei trimestrali Usa in questo settore. La più importante è stata Apple che ieri nell’after-market ha riportato utili pari a 13,81 dollari per azione, un dato leggermente superiore alle stime degli analisti. I profitti si sono attestati a 13,1 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dell’anno passato. Il fatturato è salito del 18% a 54,4 miliardi di dollari, un dato inferiore alle stime del mercato ferme a 54,9 miliardi di dollari. L’iPhone ha venduto 47,8 milioni di unità, e l’iPad, 22,9 milioni, ma la quota di mercato di Apple ha ceduto terreno. Le previsioni sulle vendite per il primo trimestre sono state riviste al ribasso, a 41-43 miliardi di dollari contro la precedente stima di 45,5.

Alla luce di questi risultati il future sul Nasdaq cede l’1,26% mentre quello sul Dow Jones è positivo (+0,11%) e quello sullo S&P500 cede lo 0,25%. Anche i tecnologici europei si sono fatti influenzare dai risultati della società di Cupertino. In generale i mercati europei dopo un’apertura negativa hanno virato in positivo per poi tornare verso la parità, mentre gli spread sono leggermente risaliti.

Sul fronte macro, dagli Usa nel pomeriggio si attendono i dati sulla disoccupazione e il PMI manifatturiero elaborato da Markit oltre al leading index mensile relativo a dicembre.

Per tornare ad Apple, il titolo cede il 9% nel pre-market, dopo aver incassato una sferzata da parte di Morgan Stanley in scia alla presentazione dei conti del trimestre. La banca d’affari mantiene il rating overweight sulla società di Cupertino, ma la rimuove dalla “best ideas list”.

Calo dell’11% anche per i profitti di Xerox. La società delle stampanti ha terminato il quarto trimestre in calo a 335 milioni di dollari di utile (26 centesimi per azione) dai 375 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Calo dell’1% anche per il fatturato, a 5,92 milioni di dollari, che però, a differenza dell’utile, ha superato le attese. Wall Street pronosticava infatti 29 centesimi di eps su 5,87 miliardi di fatturato. Nel prossimo trimestre i profitti adjusted sono attesi dalla società a 23-25 centesimi per azione, in linea con i 24 centesimi attesi dagli analisti.

Salgono invece gli utili trimestrali di 3M, che nel quarto trimestre 2012 ha riportato un risultato da 991 milioni di dollari, o 1,41 centesimi per azione, dai 954 dello stesso periodo dello scorso anno (1,35 dollari per azione). Salgono anche le vendite, da 7,09 miliardi d 7,39 in un anno. La società si attende per il 2013 un profitto tra 6,70 e 6,95 dollari per azione.

Infine, rally impetuoso ieri per il titolo Netflix, che, dopo aver chiuso con un progresso del +5,57%, nell’after hours ha totalizzato un incremento di oltre il 35% dopo i risultati trimestrali che si sono attestati in aumento. Il trimestre terminato il 31 dicembre per la società tecnologica si è chiuso con un utile di 8 milioni di dollari (13 centesimi per azione) su fatturato da 945milioni di dollari. Il risultato, che pure è ben inferiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso (35 milioni di utile per 64 cent di eps), è tuttavia superiore alle stime di Factset, che si attendeva una perdita di 12 centesimi per azione. Altra buona notizia arriva dal numero di sottoscrittori ai video-streaming: 2,05 milioni in più nel trimestre per 27,15 milioni totali nel 2012.