Dopo i progressi messi a segno nella prima parte della settimana, ieri i principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso per i timori che il rally al rialzo da inizio anno possa essere stato forte considerando le prospettive di crescita dell’economia statunitense nei prossimi. Il Dow Jones Industrial ha chiuso praticamente invariato sia la seduta di ieri sia la settimana, non riuscendo ancora una volta a superare in maniera decisa la soglia dei 13 mila punti. Lo S&P500 è arretrato dello 0,3% (+0,3% in settimana) ed il Nasdaq dello 0,4 (+0,4)%.

A preoccupare è ancora l’Europa

All’origine del ribasso di ieri ci sono ancora le preoccupazioni sulle prospettive dell’area Euro, dopo che la Spagna ha alzato le proprie stime sul rapporto deficit/Pil per il 2012 e la Germania ha registrato un calo superiore alle attese delle vendite al dettaglio nel mese di gennaio. Il ribasso è stato guidato titoli finanziari, energetici e industriali, che hanno registrato le peggiori performance tra i settori dello S&P500.

Tra gli energetici (-1,1%), penalizzati dal calo dell’1,6% del prezzo del petrolio dopo il balzo del giorno precedente sopra i 110 dollari al barile, Anadarko Petroleum ha perso il 3,8%.

Ieri si sono avute notizie su quella che sarà l’IPO dell’anno: Facebook. La società ha ingaggiato Deutsche Bank, Credit Suisse e Citigroup per lavorare sull’offerta pubblica di vendita che dovrebbe avere un controvalore intorno ai 5 miliardi di Dollari.