I voucher sono stati pensati per snellire il pagamento dei collaboratori occasionali e fornire loro un salvadanaio previdenziale anche soltanto per le prestazioni stagionali.

In Italia hanno avuto un discreto successo, soprattutto nei campi, ma un’inchiesta recente ne spiega lo stato dell’arte.

Il voucher è una specie di assegno usato dal datore di lavoro per pagare il collaboratore occasionale, che comprende la retribuzione, i contributi previdenziali ed una forma di assicurazione.

Sono così snelli e prevedono importi così bassi (10, 20 e 50 euro), da poter essere acquistati anche nei tabaccai.

In genere sono stati usati per pagare gli operai stagionali nei campi ma non hanno avuto successo per il pagamento delle ripetizioni scolastiche.

I dati ufficiali parlato di 18,8 milioni di voucher erogati nel primo semestre dell’anno, per un totale di 190 milioni di euro. I lavoratori coinvolti in questo sistema sono stati circa 200 mila.

Si capisce quindi che il mercato dei voucher è florido nel nostro paese anche se la quota maggioritaria di buoni è acquistata ed usata al Nord, mentre nel Sud e nelle isole si concentrano soltanto il 9 per cento delle vendite.

Il settore privilegiato per l’impiego dei voucher è quello agricolo, mentre non hanno ottenuto il successo sperato il comparto delle lezioni private e dei lavori domestici.