Con il decreto fiscale n. 193/2016 collegato alla Legge di Stabilità 2017 sono stati prorogati i termini della voluntary disclosure (introdotta in Italia dall’articolo 1 della legge 186/2014) fino al 31 luglio 2017, per violazioni commesse entro il 2016.

Si tratta della procedura di collaborazione volontaria volta a far emergere e regolarizzazione con il Fisco la propria situazione relativamente a redditi non dichiarati, detenuti sia in Italia che all’estero.

Sui patrimoni emersi il contribuente dovrà pagare le tasse dovute, ma non le sanzioni e non sarà punibile penalmente per gli illeciti compiuti a meno che non si tratti di frodi fiscali gravi e che l’adesione alla voluntary disclosure non avvenga a seguito di un accertamento da parte del Fisco.

Il termine di prescrizione per i reati sanabili con la voluntary disclosure, che consentono di evitare il pagamento delle tasse, è di 5 anni; 10 nel caso in cui siano stati commessi reati tributari o se i Paesi in cui i redditi furono trasferiti rientrano nella cosiddetta Black list, ovvero in quelli che vengono ritenuti dei paradisi fiscali.

Tra le novità della voluntary disclosure bis ricordiamo esserci la possibilità di regolarizzare non solo capitali detenuti all’estero, ma anche contanti e beni conservati in cassette di sicurezza la cui origine è sconosciuta al Fisco.