Con l’approvazione definitiva del decreto fiscale collegato alla Legge di Stabilità 2017, sono stati riaperti i termini per l’adesione alla voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria che ha come obiettivo l’emersione di capitali, somme e valori occultati in Italia o all’estero. Gli illeciti che è possibile regolarizzare con la voluntary disclosure bis sono quelli commessi fino al 30 settembre 2016.

Tra le novità di maggiore rilievo del nuovo provvedimento, che di fondo conferma la disciplina della precedente versione della voluntary disclosure, la nuova modalità di calcolo delle imposte dovute, ora non più a carico dell’Agenzia delle Entrate, ma del contribuente che dovrà poi provvedere all’autoliquidazione del debito complessivo.

Viene confermata invece l’applicazione della voluntary disclosure alle violazioni commesse fino alla data del 30 settembre 2016, in materia di monitoraggio fiscale. La voluntary disclosure si applica inoltre alle seguenti imposte:

  • imposte sui redditi e relative addizionali;
  • imposte sostitutive;
  • IRAP;
  • IVA;
  • dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Viene confermata anche la non punibilità, ai fini penali, dei seguenti reati tributari:

  • dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. n. 74/2000);
  • dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 D.Lgs. n. 74/2000);
  • dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs. n. 74/2000);
  • omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. n. 74/2000);
  • omesso versamento di ritenute certificate (10-bis D.Lgs. n. 74/2000);
  • omesso versamento di IVA (art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000).