La norma sulla voluntary disclosure – legge 186/2014 concernente “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale” – prevede la possibilità di far rientrare in Italia o emergere capitali non dichiarati, pagando interamente le tasse dovute ma con uno sconto sulle sanzioni, variabile in base al Paese in cui sono stati occultate le somme, al periodo di imposta a cui si riferiscono e alle norme fiscali non rispettate.

Dunque non si tratta di un condono fiscale, non prevedendo sconti sulle tasse evase, ma della possibilità di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio. È previsto però un condono penale sui reati connessi all’evasione fiscale delle somme riportate in Italia.

Non è invece possibile fruire della la voluntary disclosure nel caso in cui si abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo di applicazione della procedura di collaborazione volontaria.

Domanda di voluntary disclosure

La richiesta di adesione alla voluntary disclosure va presentata telematicamente, direttamente tramite Entratel e Fisconline oppure ricorrendo ad un intermediario abilitato (tutti i professionisti che rientrano nell’elenco contenuto nel DPR 322/1998), utilizzando lo specifico modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Per velocizzare le operazioni di rimpatrio di capitali, l’Agenzia sembra aver dato nei mesi scorsi disposizione agli uffici territoriali di prendere a riferimento i calcoli effettuati dai professionisti in fase di trasmissione dell’istanza di collaborazione volontaria. Questo significa che le pratiche della voluntary disclosure verranno gestite prendendo per buoni e validando i conteggi fatti dai professionisti, al pari di quanto avviene con i condoni fiscali. In questo modo l’Agenzia prevede di terminare l’esame delle pratiche di voluntary disclosure entro la fine del 2016.

Voluntary disclosure bis

Ricordiamo che l’adesione alla procedura di voluntary disclosure come prevista dalla legge 186/2014, si è chiusa a fine novembre 2015, ma già si parla di un rinnovo della procedura volontaria per l’emersione di capitali illegalmente detenuti. Il provvedimento probabilmente non verrà inserito nella prossima Legge di Stabilità 2017 ma in un provvedimento separato.

Voluntary disclosure: tassazione

Patrimoni in Paesi Black List

Redditi:

  • fino al 2007 100% dell’imposta non versata aumentata al 133% se i redditi sono stati prodotti all’estero. In caso di dichiarazione omessa la sanzione è pari al 120% con aumento di un terzo per i redditi prodotti all’estero;
  • dal 2008 200% dell’imposta non versata; 240% in caso di dichiarazione non presentata;
  • le sanzioni vengono applicate nella misura minima diminuita del 25%. In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/6.

Modello RW:

  • fino al 2007 sanzione del 5% dei valori non indicati nel modello RW;
  • fino al 2008 sanzione del 6% dei valori non indicati nel modello RW;
  • le sanzioni sono applicate nella misura minima diminuita del 25% (50% se il contribuente trasferisce il patrimonio in Italia oppure autorizza l’intermediario estero alla trasmissione delle informazioni relative alle proprie attività). In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/3.

Patrimoni in Paesi Black list che stipulano un accordo sullo scambio di informazioni con l’Italia

Redditi:

  • dal 2010 100% dell’imposta non versata aumentata al 133% se i redditi sono stati prodotti all’estero. In caso di dichiarazione omessa la sanzione è pari al 120% con aumento di un terzo per i redditi prodotti all’estero;
  • non operativo il raddoppio dei termini per l’accertamento;
  • le sanzioni vengono applicate nella misura minima diminuita del 25%. In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/6.

Modello RW:

  • dal 2004 sanzione del 3% dei valori non indicati nel modello RW;
  • le sanzioni sono applicate nella misura minima diminuita del 50% (25% se il contribuente non trasferisce il patrimonio in Italia oppure non autorizza l’intermediario estero alla trasmissione delle informazioni relative alle proprie attività). In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/3.

Patrimoni in Paesi non Black list

Redditi:

  • dal 2010 100% dell’imposta non versata aumentata al 133% se i redditi sono stati prodotti all’estero. In caso di dichiarazione omessa la sanzione è pari al 120% con aumento di un terzo per i redditi prodotti all’estero;
  • non operativo il raddoppio dei termini per l’accertamento e il raddoppio delle sanzioni;
  • le sanzioni sono applicate nella misura minima diminuita del 25%. In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/6.

Modello RW:

  • dal 2004 sanzione del 3% dei valori non indicati nel modello RW;
  • le sanzioni sono applicate nella misura minima diminuita del 50%. In sede di adesione le sanzioni sono ridotte ulteriormente ad 1/3.