Dopo le prime indicazioni contenute nelle circolari n. 10/E del 13 marzo, n. 27/E del 16 luglio e n. 30/E dello scorso 11 agosto, l’Agenzia delle Entrate pubblica un nuovo documento che fornisce nuove indicazioni per l’applicazione delle misure introdotte dalla Legge n. 186/2014 sulla voluntary disclosure in risposta ai quesiti presentati dai professionisti e dalla stampa specializzata in tema di collaborazione volontaria.

Quali sono i punti principali della circolare n. 31/E? Il documento chiarisce che la presenza di un contribuente all’interno della Lista Falciani, se non è già iniziata una qualunque attività di accertamento amministrativo o procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, non cancella la possibilità di accedere alla voluntary disclosure. Un altro punto chiarito riguarda la procedura di collaborazione volontaria per attività detenute nella Repubblica di San Marino. In questo caso la normativa di favore prevista può essere applicata anche senza aver rilasciato il waiver, ovvero l’atto con cui i contribuenti italiani, che aderiscono alla voluntary disclosure, autorizzano gli intermediari finanziari esteri a trasmettere all’Agenzia tutti i dati e le informazioni riguardanti le attività oggetto della procedura di collaborazione volontaria.

La procedura di voluntary disclosure non sostituisce l’obbligo di compilazione del quadro Rw del modello Unico 2015. Come si temeva, non è stato fatto nessuno sconto sul fronte degli adempimenti dichiarativi successivi al completamento della procedura di collaborazione volontaria. Non si può considerare in qualche modo già assolti gli obblighi dichiarativi del contribuente dal primo gennaio 2014. Infine si afferma che la completezza non deve essere intesa come un dogma. La “complessità della formazione del fascicolo documentale” giustifica anche errori e/o difficoltà.