La Voluntary Disclosure – l’ultima frontiera del condono fiscale – è stata introdotta con la legge n.168/2014. Mancano però i provvedimenti per tradurre il dettato della legge in procedure da applicare nei casi pratici. Per cercare di colmare questa lacuna l’Agenzia delle Entrate ha emesso la circolare n. 10 del 13 marzo 2015.

La circolare stabilisce che possono accedere a questa procedura tutte le persone fisiche – ma anche gli enti non commerciali, le società semplici e le associazione equiparate – che hanno residenza fiscale in Italia – ma anche tutti gli “estero residenti fittizi“. La Voluntary Disclosure riguarda tutti gli investimenti e tutte le attività illecitamente detenute all’estero – nonché gli investimenti connessi, e i maggiori imponibili non connessi con tali investimenti ed attività.

La procedura – che è a livello internazionale – può attivare anche la sanatoria nazionale per regolarizzare violazioni compiute sul territorio italiano – non connesse alle attività estere. Si possono sanare tutte le omissioni e irregolarità commesse fino al 30 settembre 2014 – e si potrà farlo entro entro il 30 settembre 2015. la sanzione minima prevista è pari al 3% degli importi non dichiarati – ma solo se lo Stato in cui sono depositate queste somme illecitamente detenute ha stipulato con l’Italia, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della norma sulla Voluntary Disclosure, un accordo che consenta un effettivo scambio di informazioni.

Non si può accedere alla procedura di Voluntary Disclosure se prima della presentazione della domanda sono state avviate attività di accertamento, o si è indagati o imputati di procedimenti penali per violazioni di norme tributarie. Niente procedura anche se un soggetto terzo, che ha un’obbligazione solidale con il richiedente o che abbia concorso in un reato tributario a lui attribuito, sia indagato, subisca un’attività di accertamento o sia indagato o imputato per una violazione di norme tributarie.

Le richieste di attivazione della voluntary vanno presentate esclusivamente per via telematica. I versamenti potranno essere fatti un’unica soluzione oppure in tre rate. Non ci si può avvalere della compensazione, e se non si paga, anche solo una delle tre rate, la procedura di collaborazione volontaria si considera come non perfezionata, e produce una nuovo avviso di accertamento.