Voluntary disclosure, il governo Renzi sta pensando a fissare una proroga fino alla fine dell’anno, così chi vuole far emergere dal nero capitali illecitamente detenuti all’estero avrà tre mesi di tempo in più – attualmente si può accedere alla procedura per il rientro dei capitali solo fino alla fine di settembre.

C’è già una sorta di proroga dell’Agenzia delle Entrate: la prima domanda si deve sempre inoltrare entro il 30 settembre, ma c’è un mese in più per inviare la documentazione relativa – che quindi può arrivare entro il 30 ottobre. Perché si dovrebbe arrivare a questa proroga? Da una parte c’è la spinta degli operatori del settore, che hanno chiesto più tempo per la complessità della materia e anche perché alcuni passaggi – come l’accordo con le banche svizzere – sono arrivati tardi – ovvero alla fine di agosto.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le domande di voluntary disclosure: solo nella prima settimana di settembre ci sono state 14.000 domande di adesione, per un imponibile di 3,15 miliardi di euro. Questa accelerazioni è dovuta anche al fatto che non c’è più il rischio di vedersi raddoppiati i termini di accertamento sui potenziali aderenti.

L’altra ragione che dovrebbe portare la proroga è legata al gettito che il governo Renzi si attende da questa misura. Il Tesoro, in via cautelativa, non aveva fatto stime di gettito – mentre fonti parlamentari fanno stime sui 3-5 miliardi di euro. Visto che nella legge di Stabilità ci sarà bisogno di sterilizzare le clausole di salvaguardia dall’operazione – in particolare l’aumento delle accise sulla benzina -, e per farlo ci vogliono le coperture, che potrebbero arrivare dal gettito atteso dalla voluntary disclosure. Un risultato che può essere raggiunto solo attraverso una proroga – visto che le domande di accesso si stanno concentrando nel mese di settembre.