La Voluntary Disclosure (in italiano collaborazione volontaria) è stata approvata dal Parlamento nella speranza di riportare in Italia il maggior quantitativo possibile di capitali detenuti illegalmente all’estero, contando sulla collaborazione degli stessi contribuenti che quei capitali li hanno sottratti volontariamente al Fisco italiano.

Grazie alla Voluntary Disclosure, infatti, chi detiene illegalmente capitali finanziari e/o patrimoniali all’estero può farli rientrare in Italia attraverso un’istanza, pagando imposte e interessi relativi ma sanzioni nettamente inferiori rispetto a quelle previste per legge. Per poter beneficiare di quest’ultimo vantaggio (unito al fatto che grazie alla Voluntary Disclosure ci si mette in regola con il Fisco italiano non solo dal punto di vista amministrativo ma anche penale), il contribuente non deve aver avuto formale notizia dell’avvio di un procedimento di accertamento fiscale a suo carico.

Voluntary Disclosure: gettito previsto

Grazie alla Voluntary Disclosure il parlamento prevede che potrebbe rientrare in Italia un gettito fiscale di circa 6,5 miliardi di euro (riuscendo a far tornare nel nostro Paese almeno 30 miliardi di capitali illegalmente detenuti all’estero). In base alle previsioni fatte qualche tempo fa Roberto Petrini su La Repubblica, a circa 15 miliardi rientrati si potrebbe applicare un’aliquota media del 37 per cento: si tratterebbe di capitali in possesso di cittadini italiani sconosciuti al fisco, da cui si potrebbero ricavare 5,5 miliardi di euro di gettito.

Altri 15 miliardi di euro, invece, dovrebbero essere già noti al fisco italiano ma per questi non si sarebbero pagate le regolari tasse sulle cedole. A questi ultimi si applicherebbe un rendimento standard del 5 per cento, tassato al 27 per cento per cinque anni, con aliquota media al 6,75 per cento (per ottenere circa un miliardo di gettito).