Con il Dl n. 193/2016 ha preso il via la Voluntary Disclosure bis, ovvero la riapertura dei termini, con alcune novità, per aderire alla collaborazione volontaria ai fini del rientro di capitali detenuti all’estero e non dichiarati al Fisco.

Con la Voluntary Disclosure bis è possibile sanare la propria situazione fiscale relativamente ai capitali detenuti all’estero e non dichiarati fino al 30 settembre 2016. I termini per aderire alla nuova collaborazione volontaria si chiuderanno il 31 luglio 2017, eventuali integrazioni potranno poi essere presentate entro il 30 settembre successivo.

Tra le novità di maggiore rilievo della Voluntary Disclosure bis c’è il nuovo meccanismo di autotassazione: il calcolo delle imposte da pagare dovrà essere fatto dal contribuente, dunque non verrà più fatto dall’Agenzia delle Entrate.

Sono previste sanzioni per chi versa meno o non paga l’importo dovuto pari al 3% o al 10% se si superano le soglie del 10% per errori formali e del 30% per gli altri. Se al contrario si versa più di quanto dovuto l’eccedenza può essere richiesta a rimborso o utilizzata in compensazione con le successive dichiarazioni. Per dichiarazione infedele la sanzione prevista va dal 100% al 200%.

Per il resto la procedura di emersione dei capitali non dichiarati segue le stesse regole della precedente versione: bisognerà pagare tutte le tasse evase ma con uno sconto su sanzioni e interessi di mora e con un condono penale per i reati connessi all’evasione (fatta esclusione per quelli più gravi).

Per il calcolo delle imposte dovute su contanti e valori nelle cassette di sicurezza (che dovranno essere aperte alla presenza di un notaio) bisogna fare riferimento alle aliquote IRPEF, così come avviene in caso di regolare dichiarazione dei beni detenuti.

Per i capitali all’estero la base imponibile va applicata ai rendimenti: dunque bisogna calcolare l’imposta dovuta considerando lo 0,5% per omessa dichiarazione e il 27% annuale di tassazione sul rendimento.

Ricordiamo infine che, nel caso in cui venga dimostrato che il contribuente abbia utilizzato la voluntary per regolarizzare denaro o attività frutto di reati non fiscali è prevista la reclusione fino a 6 anni.