Grazie all’istituzione della Voluntary Disclosure ci si può mettere in regola sia dal punto amministrativo sia dal punto di vista penale per quanto riguarda il possesso e/o la detenzione di capitali tenuti illegalmente all’estero. Per fare ciò, però, occorre attivare il procedimento ed è per questo che occorre rivolgersi agli enti preposti.

Voluntary Disclosure: a chi rivolgersi

Chi intende avvalersi di questa procedura per mettersi in regola con il Fisco e lo Stato italiani, deve rivolgersi ad un professionista che sia competente in materia, affidandogli il mandato per poter compiere il suo dovere. A questo punto starà al professionista analizzare, in via preliminare, la posizione delle somme detenute all’estero, verificando in che anno esse sono state formate e/o trasferite oppure l’eventuale presenza di cause ostative o di aspetti penali. Il professionista valuterà infine la documentazione dei fondi esteri dal punto di vista del profilo finanziario e fiscale, anche per calcolare il totale delle imposte che dovranno essere versate.

Voluntary Disclosure: l’UCIFI

Dal momento in cui tutte le operazioni preliminari sono state compiute, si può presentare un’istanza all’UCIFI (l’Agenzia delle Entrate per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali). Il modello dell’istanza si può reperire presso le Agenzie delle Entrate o sul sito internet dell’ente. In seguito all’istanza, l’UCIFI valuterà la richiesta, analizzando la documentazione inviata, e provvederà poi ad inviare un invito a comparire, con il calcolo definitivo delle imposte dovute. Starà poi al contribuente decidere se prestare acquiescenza e pagare quanto richiesto oppure se inoltrare una proposta di accertamento con adesione.