Il primo effetto della vittoria di Syriza in Grecia è arrivato con l’apertura dei listini della Borsa di Tokyo: l’euro si è ulteriormente indebolito, perché è in calo sia sul dollaro (1,1139) che sullo yen (130,78). Una tendenza che si era già osservata nelle contrattazioni di venerdì a New York: la moneta europea aveva raggiunto nuovi minimi sia rispetto al biglietto verde (1,1200) che alla moneta giapponese  (132,02).

Facile immaginare che anche nel futuro prossimo continuerà questo percorso di indebolimento, anche sulla scorta del lancio del Quantitative easing della Bce. Quello che succederà nelle prossime settimane al momento è impossibile dirlo. E’ chiaro che il nuovo governo vuole rinegoziare il piano di salvataggio da 240 miliardi di euro, mentre i creditori (Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale soprattutto) hanno continuato a chiedere il rispetto dei patti. Al di là dei toni, nessuna delle due parti ha un interesse a rompere il negoziato, per cui c’è da aspettarsi che alla fine le due parti arriveranno ad un accordo.

L’uscita della Grecia dalla moneta unica non conviene a nessuno, perché avrebbe sicuramente effetti negativi sulla congiuntura economica, e quindi c’è da aspettarsi un compromesso, ovvero la richiesta della Troika è di un surplus primario del 4,5% sul Pil. Si potrebbe arrivare ad un dimezzamento di questo obiettivo. Difficile pensare ad una cancellazione del debito, ma si potrebbe pensare ad una riduzione degli interessi e ad un ulteriore allungamento delle scadenze – già ora la scadenza media è di 16 anni e mezzo, il doppio di Germania ed Italia.

Resta da capire cosa ne sarà delle riforme strutturali, dalle privatizzazioni alla deregulation di ampi settori dell’economia. Ue e Bce li ritengono indispensabili, mentre Syriza le vede come il fumo negli occhi. Ancora una volta la salvezza dell’Eurozona è nelle mani di Angela Merkel e di Mario Draghi. Finora al di là delle dichiarazioni hanno mostrato molto pragmatismo. Speriamo che anche in questa occasione mostrino tale caratteristica.

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