Il vitalizio è la pensione dei parlamentari. Si vociferava che fosse stata inserita nella manovra economica la soppressione di questo costo della politica ma la norma non è presente nemmeno nel primo testo presentato a Palazzo Chigi.

Il vitalizio, per legge, è attribuito ai parlamentari e ai consiglieri regionali che abbiamo portato a termine almeno una legislatura ed, essendo una pensione, abbiano raggiunto i requisiti anagrafici richiesti.

Per quanto riguarda la Camera, il deputato che voglia il vitalizio deve avere compiuto 65 anni.

Il limite d’età non è lo stesso sempre, per esempio scende a 60 anni se aumentano gli anni di legislatura. Il vitalizio si calcola in percentuale sull’indennità parlamentare e varia dal 20 al 60 per cento in base agli anni di legislatura completati.

Fatta questa dovuta premessa, cerchiamo di capire quanto si riuscirebbe a risparmiare abolendolo dalla vita politica italiana. A livello quantitativo, ogni mese, sono emessi dal Parlamento 2.238 vitalizi che sottraggono alle casse dello Stato circa 218 milioni di euro all’anno.

Un deputato dell’Italia dei Valori ha proposto alla Camera di eliminare il vitalizio per i Parlamentari che non hanno portato a termine la legislatura, perché secondo le informazioni in possesso dell’Onorevole, ne usufruiscono anche tre ex parlamentari in carica per un sol giorno.

La Camera ha respinto la proposta.