Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria, non è stato molto clemente con le statistiche e durante un incontro a Bruxelles in cui si sono affrontati i temi legati al settore manifatturiero, ha dato la sua visione del rilancio economico del Paese.

Per molti anni Confindustria è stata un faro per investitori e imprenditori alla ricerca del periodo e del settore giusto per concludere affari. I suoi lavori e i suoi studi, infatti, sono sostenuti dall’attività di un importante laboratorio.

Fatto sta che Giorgio Squinzi, da Bruxelles, dove si è recato per un convegno sulla manifattura italiana ad alta tecnologia, ha ribadito che l’Italia è ancora lontana dal recupero vero della competitività. Sicuramente bisogna recuperare terreno sul fronte della pressione fiscale. Rispetto alla Germania c’è uno svantaggio di 20 punti.

Squinzi, però, ritiene che sia possibile venir fuori dalla crisi, ma i miglioramenti non saranno certo percepibili e reali alla fine di quest’anno come molti politici continuano ad annunciare. Secondo il numero uno di viale dell’Astronomia, sarà necessario aspettare almeno la fine del 2013 per i primi miglioramenti. Poi, chiaramente, ci sarà la ripresa vera, ma non prima del 2015.

Squinzi ribadisce però che, per avere dei risultati positivi, è necessario lavorare di più, per questo Confindustria sta preparando delle nuovo proposte da sottoporre all’attenzione del governo.