Prima di partire con la vigilanza unica, la Banca centrale europea dovrà portare avanti un programma di rigorosa revisione dei bilanci degli istituti di credito dell’area euro.
È un passaggio necessario, secondo Mario Draghi, presidente della Bce, per aumentare la credibilità di Francoforte in veste di supervisore bancario e la trasparenza, e dunque la fiducia, nel sistema finanziario dell’Eurozona.
Nella lettera inviata da Mario Draghi a Joaquin Almunia lo scorso 30 luglio in vista dell’entrata in vigore, ad agosto, delle nuove linee guida sugli aiuti di Sato alle banche europee, il numero uno della Bce evidenziava al commissario alla Concorrenza, e vice-presidente della Commissione Ue, le perplessità sue e dell’istituzione con sede a Francoforte circa la consistenza patrimoniale degli istituti di credito e la necessità di controlli mirati da parte dell’Eurotower sui requisiti patrimoniali degli stessi. Un’analisi rigorosa e mirata che prevede la revisione sulla qualità degli attivi nel portafoglio delle banche da parte della stessa Bce nel primo trimestre del 2014 e gli stress test per verificare la solidità degli istituti in caso di shock economici avversi nel secondo e che, entro novembre 2014, mese in cui la Bce assumerà il ruolo di vigilanza unica degli istituti bancari europei, potrebbe richiedere la ricapitalizzazione di tutte le banche che risulteranno in sofferenza.

Nella lettera, che un’Ansa di sabato sera ricorda sia stata fatta circolare tra tutti i membri della Banca centrale europea e inviata anche al presidente dell’Eurogruppo, Draghi sottolinea che “prima di assumere la vigilanza unica delle banche europee, la Bce ha in programma di condurre una revisione rigorosa dei bilanci degli istituti di credito in modo da accrescere la propria credibilità di supervisore e migliorare la trasparenza e la fiducia nel sistema finanziario”. Il presidente della Banca centrale europea, infatti, evidenzia tutti i sui timori che le banche “siano solvibili in base alla valutazione dei Bilanci ma abbiano problemi per quanto riguarda i requisiti patrimoniali dopo gli stress test”, lasciando così prevedere una nuova serie di ricapitalizzazioni per molti istituti del Vecchio Continente.

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