Il vertice europeo di ieri ed oggi doveva essere risolutivo per molti problemi economici degli Stati membri che sono ancora alle prese con la crisi del debito sovrano.Francia e Germania stanno preparando da diverso tempo la loro strategia: fare gli eurobond ma avere in cambio il via libera per la modifica dei trattati che dovrebbe punire maggiormente i paesi insolventi.

Il vertice doveva iniziare con una cena informale, per distendere gli animi prima dell’incontro vero e proprio di lunedì. Poi però tutto si è trasformato in un lungo meeting che è andato in scena fino alle quattro e trenta del mattino.

È stato immediatamente evidente che la discussione non poteva comprendere anche quei dieci paesi che mantengono una propria moneta. Per questo il discorso si è limitato a 17 paesi che però non hanno raggiunto l’accordo sperato.

In realtà si è deciso di aprire le trattative anche ad eventuali partecipanti e si sono fatti avanti la Bulgaria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Romania e la Danimarca. Sarebbero volute intervenire anche Svezia e Repubblica Ceca, ma non avevano il mandato parlamentare necessario.

Sono invece rimaste volontariamente fuori la Gran Bretagna e l’Ungheria.

Dopo il fallimento dell’accordo generale sono ricominciate le trattative. La conferenza stampa si è tenuta alle 5.30 del mattino.