Le difficoltà della zona Euro pesano sulle insolvenze – Migliorano le condizioni negli USA. Atradius, una delle società leader nel mondo nel settore dell’assicurazione del credito, prevede un aumento dei mancati pagamenti in tutti i mercati più sviluppati. La zona Euro ha portato a un rallentamento della crescita globale e le condizioni di finanziamento più restrittive rendono più difficile la crescita delle imprese.

Insolvenze in aumento

L’incertezza in tema di crisi del debito sovrano nella zona Euro e di sviluppo dell’economia ha acuito le tensioni nei mercati finanziari, anche se queste ultime si sono allentate dopo l’intervento della BCE pari ad un trilione di Euro.

Una questione importante è che le condizioni di erogazione di credito nei mercati avanzati sono più restrittive e hanno mostrato pochissimi miglioramenti dopo la crisi finanziaria nel 2008. Il settore bancario continua a consolidare i propri debiti e ricerca capitale addizionale per conformarsi alle nuove e più severe normative. Questo ha creato un ambiente difficile per famiglie e imprese, in particolare nella zona Euro, e in misura minore, negli Stati Uniti.

 

Insolvenze in aumento

Atradius prevede che il numero d’insolvenze aumenterà in tutti i mercati europei, ma migliorerà negli Stati Uniti, come evidenziato dal rapporto economico pubblicato da Atradius nel mese di aprile 2012.

Gli aumenti dovrebbero essere più elevati nel sud dell’Europa, con previsioni di crescita a due cifre in Italia e Grecia. La situazione d’insolvenza dovrebbe peggiorare anche in Germania, nonostante le sue condizioni economiche relativamente più favorevoli. Notizie migliori provengono dagli Stati Uniti. Con una crescita moderata del Paese, Atradius prevede una diminuzione delle insolvenze. Ma il numero previsto d’insolvenze nel corso dell’ultimo anno rimane alta da un punto di vista temporale.

 

Rischio di evoluzione negativa

In generale, le insolvenze tendono a seguire il ciclo economico, crescendo in concomitanza di situazioni economiche difficili. Pertanto, continuano a esserci rischi di evoluzione negativa per questi scenari. In primo luogo, un’escalation della crisi della zona Euro colpirebbe imprese e governi in tutto il mondo attraverso legami finanziari e commerciali. Secondo la nostra analisi del gennaio scorso, Atradius è ancora dell’opinione di una tenuta della zona euro, quanto i costi di un fallimento della zona sarebbero troppo onerosi.

In secondo luogo, il rischio di un forte aumento del prezzo del petrolio, poiché la capacità di riserva è limitata e la tensione in Medio Oriente è alta. Mentre la dipendenza dal petrolio è in declino, un rilevante aumento dei prezzi in un breve periodo potrebbe far impennare i prezzi al dettaglio e colpire duramente la spesa per consumi in tutto il mondo.

John Lorié, capo-economista in Atradius, ha commentato: “Mentre negli Stati Uniti la situazione è in miglioramento, nella zona euro la crisi del debito sovrano si è spostata dai mercati finanziari verso le imprese e le famiglie. Poichè la fiducia dei consumatori è ai minimi storici e i consumi sono ridotti al minimo, le banche adottano politiche restrittive in tema di finanziamenti alle imprese all’interno della zona Euro. In questi mercati i tassi d’insolvenza sono destinati a salire. Negli Stati Uniti invece, ci sono le condizioni per un miglioramento”