Il venerdì nero per la borsa italiana è stato quello dell’8 luglio. Ad una settimana di distanza le piazza Affari di tutto il mondo reagiscono allo shock finanziario, ma non per tutti si parla di ripresa.

In America, Wall Street è trainata dalle performance di un titolo tecnologico e di un titolo bancario, mentre in Italia gli istituti di credito, in apprensione per i risultati degli stress test, tirano fuori i denti.

Non basta però per risollevare le sorti dei mercati dell’Unione, dove perdono qualcosa Londra, Parigi, Francoforte, Zurigo, Amsterdam e Madrid.

Il mercato statunitense sembra non dar credito ai problemi dell’amministrazione Obama né all’ipotesi ventilata di un abbassamento del rating dei titoli USA da parte dell’agenzia Moody’s.  Tant’è che volano gli indici nazionali non perdono terreno.

A veicolare l’entusiasmo di Wall Street, le performance del colosso Google che chiude al +12% e i risultati del gruppo bancario Citigroup che a fine giornata guadagna il 2,5%.

Gli istituti di credito italiani, in attesa dei risultati degli stress test, recuperano qualche punto. Le migliori performance registrate sono quelle del Banco Popolare (+2,91%), Bpm (+1,981%) e Unicredit (+1,05%). Anche altri titoli vanno bene e tra questi ci sono le azioni Fiat che registrano un +1,85%.

I dati del mercato USA sono considerati alla chiusura di Wall Street, mentre per i titoli italiani si registrano le performance a metà mattinata (venerdì 15 luglio).