Vendere o svendere? Preferire liquidità immediata o attendere un maggiore prezzo in futuro? E’ un dilemma che si pongono tutti gli italiani proprietari d’immobili che vorrebbero vendere. La crisi bancaria che ha provocato una stretta sui mutui, la crisi economica che ha abbattuto i redditi, il peso fiscale notevolmente aumentato: tutti fattori che concorrono al deprezzamento delle case. E la fiducia tarda a ritornare.

Secondo uno studio compiuto da Immobiliare.it, basato sul variare della percezione che gli italiani hanno del mercato immobiliare interno, la perplessità resta elevata, anche nel terzo trimestre dell’anno. Il 72% del campione intervistato ritiene che questo non sia il momento migliore per vendere la casa, dato leggermente migliore rispetto alla precedente rilevazione. Va ancora peggio dall’altro lato: infatti solo il 45% degli intervistati pensa che questo sia un buon momento per comprare.

“Lo scenario particolarmente critico in cui gli operatori del settore sono costretti a muoversi, tra contrazione dei volumi delle compravendite immobiliari e difficoltà conclamate per l’ottenimento di un mutuo – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – condiziona anche la percezione dei cittadini, che reagiscono con l’attendismo”.

A livello delle singole regioni, è cambiata anche la mappa dell’ottimismo o del pessimismo. Se nel secondo trimestre del 2012 le regioni più ottimiste erano Lombardia e Toscana, nel terzo trimestre la regione in cui più persone pensano che sia un buon momento per comprare è la Puglia (54,6%), seguita dal Piemonte (53,5%). I pessimisti, cioè chi pensa che non sia un buon momento per vendere, sono in maggior numero in Friuli (78,1%) e Sicilia (75,7%).

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