Negli ultimi anni le transazioni sul mercato dei cambi hanno raggiunto volumi altissimi.
Lo scambio di moneta è d’altra parte una peculiarità del sistema economico mondiale, basato su continue transazioni quotidiane che passano necessariamente attraverso il Forex, divenuto in pochi decenni, dopo l’adozione di un sistema di cambi flessibili nelle transazioni internazionali decretata dagli Usa nel 1974, il mercato più liquido, e speculativo, al mondo.

Con il termine Forex si indica il FOReign EXchange, il mercato in cui si scambiano le diverse valute mediante un tasso di cambio, il meccanismo con il quale si stabilisce il valore di una divisa in termini di un’altra.
L’importanza di questo mercato si basa sull’evidenza che qualsiasi transazione economica che coinvolge operatori di diversi Paesi (e moneta) deve passare necessariamente attraverso l’acquisto e la vendita delle rispettive valute.
La liquidità che il sistema di scambi (24/24 h) assicura, allo stesso tempo, ha spinto sul Forex negli anni una massa di operatori attratti soprattutto dalle opportunità di speculazione pura che i grossi flussi finanziari in valuta consentono, tanto che oggi le operazioni su questo mercato svincolate dai flussi commerciali rappresentano circa il 90% delle transazioni totali.
L’85% dei volumi negoziati sul Forex sono scambiati OTC (Over The Counter), tra banche e broker senza il filtro del mercato, mentre il restante 15% sui mercati regolamentati.
Sul mercato OTC sono trattati lo spot, il termine e le opzioni.
Le due parti interessate alla negoziazione, in linea generale, fissano liberamente i termini del contratto. Non vi sono, di fatto, prezzi ufficiali: i prezzi a cui vengono chiuse le trattazioni sono comunicati in tempo reale alle agenzie di stampa internazionali specializzate nell’informazione finanziaria (come Reuters e Bloomberg), che li rendono pubblici istantaneamente.
Sui mercati regolamentati vengono trattati futures e opzioni.
Ogni operatore ha come controparte il mercato, non l’acquirente o il venditore. Tocca poi alla clearing house assicurare il rispetto dei contratti conclusi, che hanno tutti delle caratteristiche standardizzate.
Lo scambio avviene a prezzi ufficiali.
Ed è principalmente quest’ultima caratteristica a rendere, di fatto, evidente la differenza tra un mercato OTC (dov’è assente un book di negoziazione riportante più prezzi) e una borsa regolamentata: gli enormi volumi negoziati, le consuetudini operative delle banche e dei broker che trattano valuta quotidianamente e gli strumenti informatici (e informativi) messi a disposizione degli operatori rendono, per il resto, anche i mercati OTC pressoché standardizzati.

L’importanza del Forex è la naturale conseguenza dell’abbandono del regime di cambi fissi con il dollaro vigente su scala mondiale  fino agli inizi degli anni ’70.
Nel 1971 il presidente Nixon dichiara che gli Usa non possono più garantire la conversione in oro dei dollari in mano agli altri Paesi, decretando così la revoca degli accordi di Bretton Woods.
Gli shock petroliferi del 1974 e la grossa competizione economica (tradottasi in aumento della domanda di dollari) di Giappone e Germania, Paesi che stanno gradualmente uscendo dalle restrizioni commerciali imposte loro dopo la fine del secondo conflitto mondiale, accelerano però il crollo del sistema dei cambi fissi con il dollaro: il sistema di cambi a livello globale diventa così flessibile, venendo meno un caposaldo del capitalismo moderno, la centralità sovrana degli Usa, e del dollaro. Centralità che gli Stati Uniti cercheranno a più riprese, e spesso con successo, di ripristinare attraverso l’adozione di politiche liberiste all’interno dei confini nazionali (tagli lineari alla spesa per i cittadini), e cosiddette neo-keynesiane all’estero (innalzamento a catena del debito pubblico per sorreggere l’espansione delle multinazionali Usa, una finanza sempre più centrale nel sistema economico e, non ultimo, finanziare continue e dispendiose campagne militari), riuscendo in qualche modo anche a coprire le grosse falle del sistema economico vigente spalmando i buchi finanziari sulle generazioni future (un atteggiamento in verità emulato da tanti altri Stati e di fatto evitato, attraverso l’adozione di politiche del tutto differenti al proprio interno, solo da Germania e Giappone).
Quattro anni più tardi, nel 1978 (altro anno caratterizzato da profondi shock petroliferi e forti tensioni sociali) i principali Paesi del Vecchio Continente danno vita ad un Sistema monetario europeo, lo SME, che attraverso il Rapporto Delors (1988) e il Trattato di Maastricht (1992) condurrà alla nascita della moneta unica europea, l’euro (1999).
Oggi dollaro, yuan, euro, sterlina e yen sono le valute più scambiate sul Forex.

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