Bankitalia ha aperto le danze nominando un comitato di esperti che dovranno valutare le azioni della banca centrale italiana. La commissione è composta dal fiscalista ed ex presidente della Consulta, Franco Gallo, dal rettore della Bocconi, Andrea Sironi, e dall’ex vicepresidente della Banca centrale europea ed ex-primo ministro greco Lucas Papademos.

La Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, ma ha anche un capitale sociale di 156.000 euro suddiviso in 300.000 quote dal valore nominale di 0,52 euro. Tutti gli azionisti – le quote di Bankitalia sono al 94,33% in mano a banche ed assicurazioni private – valutano a bilancio la loro partecipazione usando metodi diversi: si va da Carige che ha valutato il suo 4% 892 milioni, all’Inps che valuta il suo 5% al valore storico (ovvero 7.800 euro). In mezzo ci sono Intesa San Paolo e Unicredit che hanno valutato le loro partecipazioni al valore di costo rispettivamente di 5.843 e 4.303 euro per singola quota per un valore complessivo di 620 e 285 milioni.

I saggi dovranno stabilire quanto valgono queste quote: il loro valore può essere pari a circa 22-23 miliardi di euro – se si comprendessero anche le riserve auree – ai 5-6 del metodo del flusso di dividendi – vengono inclusi anche quelli futuri. Questa scelta potrebbe far rivalutare la partecipazione a bilancio – Diminuendo così la necessità di andare sul mercato in cerca di denaro. E contemporaneamente potrebbe portare nelle casse dell’erario fino a 4 miliardi di tassazione delle plusvalenze di bilancio – secondo i calcoli di Renato Brunetta. Della serie cosa non si fa per aggiustare i bilanci…

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