Fuga in montagna per Natale.
Da quanto stimato dall’Osservatorio nazionale del turismo di Unioncamere-Isnart, le strutture ricettive della cinta alpina risultano impegnate per il 50% circa, +2,8% rispetto all’anno scorso e ben al di sopra della media registrata a livello nazionale (30,4% delle strutture disponibili).
L’incremento, secondo Unioncamere, conferma un trend in risalita registrato già la scorsa estate, rispetto alla quale la montagna ha fatto registrare un ulteriore incremento di prenotazioni dell’1,3% per il periodo natalizio alle porte.
Nella lista delle mete preferite dai turisti italiani ed internazionali per Natale e Capodanno la montagna è seguita dalle città d’arte, in cui le prenotazioni risultano del 32,7%, -2,5% rispetto allo scorso anno, dalle destinazioni termali, 23,5% fino ad ora (-20,9%), agriturismo, 22,3%, laghi, 20,9% (+5,6% rispetto al 2012) e località di mare, 19,3% (-0,5%).

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, evidenzia infine che “la tendenza alla prenotazione è sempre più a ridosso dei soggiorni a conferma della difficoltà lamentata dalle imprese nella pianificazione dei servizi offerti: questo aspetto certamente può far sperare in un dato di consuntivo migliore di quanto ora preventivato anche in virtù di un contenimento dei prezzi praticato dalle strutture ricettive, che ancora non recuperano i ribassi effettuati nel 2008”.