Dopo la crisi greca e la considerazione che si potesse arrivare all’uscita del paese dalla moneta unica, molti paesi, considerati anelli deboli dell’Unione per via della condizione economica attuale, hanno pensato di gestire un transito verso la moneta locale.

La crisi, insomma, fa brutti scherzi. Più di un paese ha iniziato a valutare concretamente il ritorno alla moneta locale. Perché se succedesse in Grecia una cosa del genere, ci sarebbe un momento di passaggio molto doloroso da affrontare all’inizio, per poi ricominciare ad attirare investimenti facendo ripartire l’economia.

Insomma, uscire dall’euro è faticoso ma sul lungo periodo può essere la scelta più conveniente per gli stati che non hanno dei conti solidi. In questo insieme non rientrano soltanto la Grecia e la Spagna. Nonostante gli sforzi di Monti, infatti, anche l’Italia è uno dei paesi più fragili dell’UE.

Berlusconi, in un recente intervento, ha cavalcato l’onda antieuropeista del nostro paese spiegando che l’uscita dall’Euro, per l’Italia, non è una bestemmia.

Insomma, tutti i paesi, tornando alla moneta locale, avrebbero delle difficoltà economiche da affrontare ma ci sarebbero anche dei vantaggi. Berlusconi si augura che Monti prenda in considerazione anche questa idea. In fondo, chiosa Berlusconi, l’80% delle famiglie italiane ha una casa che tornando alla lira non perderebbe mica valore.