L’argomento è tra i più dibattuti della rete (soprattutto nel pieno della crisi). Oggi un po’ meno, anche se tanti italiani continuano a sostenere che l’unica possibilità per l’Italia di uscire dalla recessione sia quella di lasciare l’euro. Se lo è chiesto anche il sito de Il Sole 24 Ore.

Secondo l’house organ della Confindustria il passaggio dall’euro alla lira porterebbe ad una perdita di valore per case terreni e simili tra il 20 ed il 30% per una riduzione stimata in circa mille miliardi – lasciatemi esprimere qualche scetticismo…

Pienamente d’accordo invece sul fatto che il ritorno alla lira porti con sé un’inflazione significativa, solo in parte recuperata da un aumento dei rendimenti reali per una perdita di valore delle attività finanziarie di alcune decine di miliardi. A questo effetto bisognerebbe sicuramente aggiungere l’effetto – probabilmente temporaneo – di un ribasso almeno del 20% della Borsa, con un altro segno meno per circa 100 miliardi. A questi bisognerebbe aggiungere altri 20-40 miliardi per la perdita di valore dei titoli di Stato.

Un ultimo effetto – che non viene quantificato – sarebbe sulle rate dei mutui a tasso variabile. Aumenterebbe sia il tasso di riferimento che lo spread applicato… In questo caso però non vengono fatte stime…

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