Un quotidiano britannico, il Telegraph, in un articolo firmato dall’editorialista anti-europeista Ambrose Evans-Pritchard invita il nostro premier Matteo Renziper tener fede alla sua promessa di un Risorgimento per l’Italia, e forgiare il proprio mito” a “scommettere tutto sulla lira“. Uscire dall’Euro sarebbe l’unica possibilità che ha l’Italia per uscire dalla depressione in cui si trova “da quasi sei anni” – se si eccettuano brevi periodi di “falso risveglio”.

Per l’editorialista è “un fatto incontrovertibile che i 14 anni di disastro italiano coincidano con l’adesione alla moneta unica”. Anche se non c’è nessuna prova di “rapporto causa-effetto” tra le performance economiche del nostro paese e l’entrata nell’Euro, la storia di questi anni “suggerisce che l’unione monetaria abbia innescato una dinamica molto distruttiva” e che ora l’unione monetaria impedisca “al Paese di uscire dalla trappola”.

Secondo Moody’s, anche nel 2014 il Pil diminuirà – dello 0,1% -, mentre il rapporto Debito pubblico/Pil è salito al 135,6% e potrebbe arrivare al 140% entro la fine dell’anno “acque inesplorate per un Paese che di fatto prende a prestito in marchi tedeschi. ‘Nessuno sa quando il mercato reagirà’, dice un banchiere”.

E ancora “Il compito è disperato. Uno studio del think-tank Bruegel ha trovato che l’Italia dovrebbe ottenere un surplus primario di 5 punti percentuali di Pil per stabilizzare il debito se l’inflazione fosse al 2%. Con l’inflazione a zero, i punti di Pil diventano 7,8. Ogni tentativo di centrare quell’obiettivo porterebbe a una controproducente implosione dell’economia italiana”. Insomma le autorità italiane dovrebbero iniziare a consultare “brillanti avvocati esperti in debito sovrano per assicurare una ristrutturazione ordinata del debito“.

La sua posizione è diametralmente opposta a quella di Eugenio Scalfari su Repubblica. Secondo il giornalista italiano, il governo dovrebbe sottoporsi al controllo della troika. Ma dicendo così “sembra pensare che la democrazia italiana debba essere sospesa per salvare l’euro“. E invece, “il giovane Mr Renzi potrebbe trarre la conclusione opposta, cioè che l’euro deve essere scaricato per salvare l’Italia“. Il nostro paese, tempo fa, grazie alla lira, “aveva un surplus commerciale nei confronti della Germania“, mentre ora il Mezzogiorno “compete palmo a palmo con la Cina e le economie emergenti dell’Asia in settori che dipendono dai prezzi“.

E conclude così: “pochi negano che lo Stato italiano abbia bisogno di un cambiamento radicale, ma l’Italia ha anche bisogno di un ‘New Deal’ fiscale, massicci investimenti in infrastrutture e capitale umano, sostenuti da uno stimolo monetario per tirare il Paese fuori dalla sua soffocante tristezza cosmica. E Mr Renzi deve ormai sapere che questo non può essere fatto nell’ambito dell’unione monetaria“. Ora Renzisi trova nello stesso orrendo imbarazzo di Francois Hollande in Francia. Da outsider se l’è presa con l’austerità europea, salvo poi sottomettersi senza far rumore una volta entrato in carica, perché i suoi consiglieri gli assicuravano che la ripresa era alle porte“. Solo che Hollande è “impossibile da salvare“, mentre “Renzi non ha ancora bruciato il suo capitale politico ed è uno scommettitore nato“.

photo credit: ScriS – www.scris.it via photopin cc