Qualche giorno fa – esattamente il 15 giugno – è stato presentato a Parigi il Manifesto di Solidarietà Europea. Di cosa si tratta? Di un’idea nata alla fine del 2010 dal premio Nobel Joseph Stiglitz. Aveva dichiarato al giornale inglese Sunday Telegraph che se la Germania non fosse uscita dall’euro di trascinare tutta l’Europa sulla strada dell’austerità provocando una nuova recessione – come in effetti è avvenuto.

Col tempo questa idea è stata approfondita da un gruppo di economisti europei con storie molto diverse: basta dire che tra loro ci sono editorialisti di giornali di destra come “Il Giornale” – Claudio Borghi Aquilani -, economisti legati al Front de Gauche francese – Jacques Sapir -, un’ex-presidente della Confindustria tedesca come Hans-Olaf Henkel, e uomini di sinistra come Juan Francisco Martin Seco (membro del comitato scientifico di Attac in Spagna).

Secondo gli autori del Manifesto l’unica soluzione razionale (?) sarebbe quella di un’uscita selettiva dall’euro. La moneta europea ha impedito alle economie più deboli di reagire svalutando la moneta, e questo permetterebbe di togliere un po’ di blocchi a economie ingessate. Posizione interessante, ma a mio avviso ha qualche punto debole. Perché come sempre accade in queste situazioni si parla tanto degli aspetti positivi che avrebbe questa posizione senza approfondire sufficientemente le problematiche.

Ci vorrebbero scenari più precisi, ovvero si dovrebbe pensare a quali paesi dovrebbero abbandonare l’euro e in quali tempi, e non capisco se sono stati previsti approfonditamente gli effetti che avrebbero questi “abbandoni” sul cambio dell’Euro. E poi mi convincono poco quelle ricette che pensano di cambiare tutto modificando un solo ingrediente…

Non mi sembra nemmeno la soluzione più semplice. Mi sembrerebbe più semplice, nel breve periodo, un abbandono dell’austerità e un aumento della spesa pubblica europea…

photo credit: pfala via photopin cc