Ci si avvicina al referendum sull’Euro della Grecia di domenica prossima. Una parte dell’opposizione – in particolare Lega Nord, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle – spera in una vittoria del no ed in una successiva uscita di Atene dall’Eurozona – anche se in tutte le sue dichiarazioni Tsipras ha detto che non vuole ritornare alla dracma.

Visto che in caso di Grexit, ovvero di uscita dall’Euro potrebbe essere proprio l’Italia. In questi giorni molti analisti si stanno esercitando nell’immaginare cosa potrebbe succedere ai risparmi degli italiani in caso di ritorno alla lira. A loro adesso ci aggiungiamo anche noi.

Rispetto agli altri iniziamo con una premessa. Fare i conti precisi di quello che potrebbe succedere in caso di ritorno alla lira è un po’ come tirare dei dadi, per cui a nostro avviso sono un po’ azzardate le stime che arrivano a quantificare il costo del ritorno alla lira in somme che possono arrivare ai mille miliardi di euro.

Quello che si può dire sull’argomento è che è lecito aspettarsi un rilevante aumento dell’inflazione che non potrebbe essere compensato dagli aumenti dei rendimenti finanziari, per cui i nostri risparmi perderebbero valore, mentre andrebbe meglio per chi fosse indebitato, perché il passaggio alla lira abbatterebbe il valore reale del mutuo.

L’inflazione dovrebbe facilmente arrivare su valori a due cifre – e non si possono fare previsioni sulla sua durata – e potrebbe portare a prezzi della benzina superiori alle 3.500 lire al litro, mentre riesce difficile condividere il pensiero degli analisti che affermano che il ritorno alla lira provocherebbe l’abbattimento del valore di immobili e terreni. Lo scenario più probabile è che i beni reali mantengano intatto il loro valore ed anzi nei primi tempi successivi al passaggio da euro a lira il loro valore potrebbe addirittura aumentare perché molti potrebbero scegliere di investire tutti i loro risparmi in beni reali perché il loro valore è meno volatile.

Non si può condividere l’allarmismo di quelli che affermano che stipendi e conti correnti verrebbero convertiti in lire mentre i mutui resterebbero in euro. I contratti di mutuo verrebbero con ogni probabilità convertiti nella nuova valuta con il cambio al momento del passaggio alla lira. Ci si deve aspettare una pesante svalutazione del valore dei titoli di Stato – in particolare per i titoli a lunga scadenza – per cui se avessimo in portafoglio un Btp e fossimo costretti a venderlo dovremmo prevedere una perdita che potrebbe tranquillamente superare 1/4 del suo valore.

I rischi maggiori sarebbero per le imprese. Molte di loro rischierebbero di fallire perché gli impegni finanziari denominati in euro che potrebbero trovarsi comunque ad onorare potrebbero rivelarsi insostenibili.