Nel secondo dopoguerra il Giappone ha conosciuto grandi successi economici. Almeno fino agli inizi degli anni novanta… Da allora è iniziata una recessione che il paese non sembra riuscire a superare. Il paese le ha tentate tutte per risollevarsi, ma inutilmente.

Tra il 2003 ed il 2008, il paese sembrava aver rialzato la testa. Ma poi sono arrivati i mutui subprime, la Lehman Brothers, la crisi dei debiti sovrani… Negli ultimi tempi la banca centrale giapponese ha deciso di fare le cose in grande con tassi a zero, inflazione al 2%, ed espansione della base monetaria.

Finora i banchieri centrali giapponesi erano stati accusati di fare troppo poco e troppo tardi… Anche quando hanno deciso di fare le cose in grande hanno trovato chi li ha criticati. Il problema è che l’aumento dell’inflazione e della base monetaria potrebbero spingere verso l’alto i tassi d’interesse su un debito già di proporzioni rilevantissime, con effetti disastrosi sull’economia.

L’aumento dei tassi d’interesse a lungo termine ridurrebbe gli investimenti ed avrebbe un effetto depressivo sul prezzo dei titoli obbligazionari, riducendo la ricchezza delle famiglie – e spingendoli a ridurre i consumi. Un altro problema è la riduzione del risparmio dei giapponesi, che potrebbe costringere il Governo nipponico a vendere i propri titoli all’estero – e per questo dovrebbe aumentare l’offerta in termini di tassi d’interesse. Questa potrebbe essere una delle spiegazioni possibili per il crollo del 7% della borsa di Tokio il 23 maggio.

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