I commissari del Fondo Monetario Internazionale hanno deciso di tenere ancora l’Italia sotto controllo per qualche tempo ma nel mirino delle agenzie di rating e del FMI sono finiti anche gli Stati Uniti.Negli Usa la crescita per il terzo trimestre è stata a livelli minori del previsto e questo preoccupa non poco gli analisti economici. Ma soprattutto stuzzica l’attenzione delle agenzie di rating che potrebbero correggere in negativo il loro giudizio su questa economia di portata mondiale.

L’elemento bloccante per la politica è stato rintracciato nel dibattito tra democratici e repubblicani, i due gruppi che nel Congresso non hanno raggiunto ancora un accordo sulle misure da attuare per ridurre il deficit.

In palio ci sono bel 1200 miliardi di dollari di disavanzo. Un gruzzolo che deve assolutamente calare, visto che per legge è stata già sforata la soglia consentita. Il problema è che se non si trova un accordo sarà necessario applicare un piano di riduzione automatica della spesa per i prossimi 10 anni.

L’agenzia di rating Ficht, alla luce di tutte queste valutazioni, ha dichiarato che potrebbe seguire la S&P e togliere la tripla A agli Stati Uniti entro la fine del mese. La prospettiva della S&P, in più, resta sempre negativa.