Al via la cerimonia di insediamento di Barack Obama alla guida degli Stati Uniti. A distanza di quattro anni il rito si ripete ma la situazione è profondamente cambiata.

Più che dimezzate le presenze: dopo le 2 milioni di persone che il 20 gennaio 2009 avevano invaso Washington, oggi sono attese circa 700 mila persone.

È diverso l’animo dei partecipanti, meno sognatore e più pratico, e anche il protagonista della giornata è una persona profondamente cambiata rispetto a 4 anni fa. Oggi Obama non è più quello dello “yes we can”, è un uomo più esperto e realista, conscio di aver realizzato solo parte delle promesse fatte quattro anni fa.

Secondo le stime diffuse dal Financial Times i consensi per Obama sono scesi in quattro anni dal 68% al 48%.

Nel secondo mandato Obama punta a portare a termine il lavoro iniziato e a scrollarsi di dosso la fama di presidente più adatto a una campagna elettorale che a guidare la prima economia. “Sono onorato di aver avuto la possibilità di finire il lavoro che abbiamo iniziato”, ha scritto Obama sul suo account twitter poco meno di un’ora fa.

La difficoltà maggiore, almeno nella prima partedell’Obama-2, sarà rappresentata dallo scontro con i repubblicani che ha caratterizzato gli ultimi mesi. In ambito economico sono due le sfide in cima alla lista del 44° presidente: l’innalzamento del tetto del debito e i tagli alla spesa dopo il mini-accordo che ha evitato il fiscal cliff.

“Il nostro lavoro inizia oggi, let’s go”, ha cinguettato Obama.