Alzare le tasse ai cittadini più ricchi. Questa la proposta lanciata ieri dal neo-rieletto Barack Obama. Nel suo primo discorso, tenuto ieri, il presidente Usa ha affrontato lo spinoso tema del fiscal cliff, la cosiddetta “rupe fiscale” che minaccia l’economia a stelle e strisce di cadere in recessione, proponendo equità e dicendosi aperto ai negoziati con le altre parti politiche.

Obama si è detto flessibile e disponibile a negoziare purchè l’intesa sia “equilibrata“, ossia i tagli di spesa dovranno essere accompagnati da aumenti delle tasse per i più ricchi. Sarebbe dunque indispensabile, secondo il presidente, un aumento del prelievo fiscale su chi guadagna più di 250 mila dollari all’anno. L’idea però avrebbe già fatto storcere il naso ai repubblicani. Il capo della maggioranza repubblica alla Camera, John Boehner, avrebbe infatti ribadito l’esclusione di aumenti delle aliquote fiscale anche per i ricchi.

Il presidente ha invitato i leader del Congresso alla Casa Bianca la prossima settimana, si presume mercoledì, per discutere del fiscal cliff pregandoli di agire in fretta, perché i cittadini “non tollereranno malfunzionamenti”. L’accordo andrebbe raggiunto entro 52 giorni, ossia nemmeno otto settimane. Un tempo che si restringe se si considerano le festività del Ringraziamento e quelle natalizie.