Sono giornata cruciali negli Stati Uniti per il raggiungimento di un accordo sulla questione ‘fiscal cliff’. Mancano solo quattro giorni al cosiddetto baratro fiscale che farebbe precipitare la prima economia mondiale in recessione, con pesanti ripercussioni sull’intera economia mondiale.

L’attenzione di tutto il mondo economico e finanziario è rivolta a Washington. Una vera e propria cosa contro il tempo. Il presidente degli Usa, Barack Obama, ha anche anticipato il suo rientro dalle vacanze per tornare a trattare e raggiungere una intesa (difficilmente definitiva), quanto piuttosto una ‘soluzione-ponte’. I negoziati ripartono dopo la dura posizione presa prima delle vacanze di Natale dallo speaker repubblicano della Camera statunitense, John Boehner.

Intanto il Segretario al Tesoro, Tim Geithner, ha inviato una lettera ai leader di Camera e Senato per comunicare ufficialmente che già il 31 dicembre, il debito americano raggiungerà il tetto limite di 16.400 miliardi di dollari, la cifra più alta di sempre.

E con i negoziati che sono in una fase di stallo il pessimismo aumenta tra gli americani. Lo confermano anche i sondaggi: solo il 50% è convinto che alla fine verrà raggiunto un accordo, circa il 7% in meno rispetto a qualche giorno fa.

Che la questione sia urgente e grave è dimostrato dalla decisione di Starbucks di mobilitarsi contro il fiscal cliff. Il numero uno della celebre catena di caffè Usa, Howard Schultz, ha chiesto ai camerieri delle caffetterie dell’area di Washington di scrivere come slogan il titolo della canzone “Come together” dei Beatles sui bicchieri di cartone da consegnare ai clienti, per “unirsi ora” oltre le spaccature tra Democratici e Repubblicani sul fiscal cliff.

Un’incertezza che ha pesato sulla Borsa di New York. L’indice Dow Jones ha ceduto lo 0,19%, chiudendo gli scambi a 13.114,59 punti. L’S&P500 halasciato sul parterre lo 0,48% a 1.419,83 punti, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,74% a 2.990,16.