Gli Stati Uniti stanno per cambiare ruolo all’interno del mercato internazionale del petrolio. Dall’essere semplicemente importatori di oro nero, stanno per trasformarsi in esportatori di qualità e molte aziende hanno iniziato già a fare affare. 

Gli Stati Uniti, a livello statistico, sono i maggiori importatori di petrolio nel mondo ma nel prossimo futuro potrebbero diventare dei veri esportatori. Per questo motivo, per questa scelta effettuata dagli States, molte major del petrolio vogliono approfittarne.

Un’azienda molto importante, come la Royal Dutch Shell ha già dichiarato ai microfoni del Financial Times di aver chiesto una licenza per l’export. La domanda è stata inoltrata al Dipartimento del Commercio USA ma non è stato specificato il volume degli affari previsti, né tanto meno le destinazioni dei flussi di petrolio.

Una licenza come quella chiesta dalla Shell, è stata in passato concessa anche alla BP, ma fino a questo l’azienda britannica non è mai usufruito. Il Financial Times parla anche di Vitol, come coinvolta in queste manovre, ma in realtà l’azienda ha successivamente smentito le dicerie.

Parliamo di autorizzazioni e concessioni perché una legge americana prevede che import ed export del petrolio, negli Stati Uniti debbano essere espressamente autorizzate dalle autorità competenti, a patto che non si tratti di flussi rivolti al Canada. In questo caso, infatti, c’è il via libera.