L’11 maggio scorso, dopo mesi di discussioni e aspre polemiche, l’Italia è diventato il 27esimo paese europeo a dotarsi di una legge che regola ufficialmente le unioni civili (meglio tardi che mai), e se il riconoscimento de facto delle coppie omosessuali è certamente la novità più rilevante, sotto ogni punti di vista, del fu ddl Cirinnà, sono stati introdotti altri elementi importanti che influiscono sulla situazione patrimoniale delle persone coinvolte. Mutui.it e Facile.it hanno analizzato le conseguenze della nuova legge sulle unioni civili in merito alla questione dei mutui immobiliari. Vediamo i punti più interessanti:

Comunione dei beni

L’unione civile, definita come formazione sociale tra maggiorenni dello stesso sesso, implica un regime di comunione di beni, se non altrimenti richiesti. Restano dunque valide tutte le disposizioni dedicate ai coniugi tradizionali in materia, di cui al capo VI del titolo VI del primo libro del Codice Civile. La comunione dei beni, in caso di beni immobili, può essere sciolta, con obbligo di trascrizione dell’atto, come da articolo 2653 primo comma, punto 4, del CC.

Interessi passivi del mutuo cointestato

Sebbene la materia non sia stata definita esplicitamente, è lecito pensare che anche per ciò che riguarda la possibilità di detrarre gli interessi passivi dal mutuo cointestato siano valide le disposizioni che regolano la situazione dei coniugi tradizionali, in caso di acquisto di immobile in comproprietà o di regime di comunione di beni. Ciascuna delle due parti, insomma, potrà non solo detrarre la propria quota di interessi passivi (19%, fino a un massimo di 4mila euro), ma anche il 100% nel caso abbia a carico il proprio partner.

Scioglimento dell’unione civile

Analogamente, anche da questo punto di vista dovrebbe esser valido ciò che accade in caso di divorzio. Se la coppia decide di separarsi mentre ancora sta pagando il mutuo, la parte obbligata a pagare gli alimenti può decidere di continuare a pagare le rate del mutuo, detraendo l’importo dall’assegno versato all’ex partner. Resta sempre valida l’opzione della vendita consensuale della casa o la rinegoziazione del mutuo, in modo che la parte che risulterà unico proprietario dell’immobile sia anche l’intestatario del mutuo stesso.

Morte del compagno

In caso di decesso di uno dei due componenti dell’unione civile, si applica il regime della successione ereditaria di cui al libro secondo del Codice Civile (in particolare il titolo II sulla successione degli eredi, il capo III e capo X del titolo I sulla successione dei legittimari e il capo II del titolo IV sulla collazione, ovvero sulla restituzione delle donazioni in sede di suddivisione delle eredità). Il partner ancora in vita gode, insomma, degli stessi diritti di successione di cui gode un coniuge tradizionale, e dunque dovrebbe anche ereditare l’obbligo a estinguere il mutuo al posto del compagno defunto, a meno di non rifiutarne l’intera eredità.