Lo scenario delineato dalla consueta indagine congiunturale del Centro studi di Unioncamere riguardante l’andamento delle imprese industriali, commerciali e dei servizi è quello di una fine d’anno da dimenticare e con parecchie nubi sull’andamento dei primi mesi del 2012. I dati mostrano che la crisi ha colpito duramente il nostro sistema produttivo che tuttavia, malgrado l’ondata negativa, ha retto grazie all’incremento del 2,5% delle vendite all’estero.

Preoccupa la sfiducia per il 2012

La meccanica è stata il nostro settore di punta con un incremento dello 0,2% della produzione e un più ricco +5,6% di aumento dell’export. I consumi sono rimasti in recessione nonostante il Natale: le vendite commerciali si sono ridotte del 4,1%, con tagli di spesa più sensibili nei comparti non alimentari e una preferenza sempre più netta dei consumatori verso la Grande distribuzione, le cui politiche promozionali consentono di chiudere un trimestre horribilis con un dato di stabilità delle vendite.

Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello ha evidenziato come dopo lo choc di fine estate, era prevedibile attendersi una contrazione dei principali indicatori economici. “Ciò che dispiace e preoccupa sono le previsioni degli imprenditori per l’inizio del 2012, segno che gli operatori sono affaticati dal protrarsi della crisi”. Dardanello conclude che “occorre un’azione forte di rilancio del sistema Italia, capace di mettere rapidamente in circolazione nuove risorse, capaci di dare un’iniezione di vigore ed ottimismo ai nostri imprenditori”.