L’avvento di Mario Monti alla guida del nuovo esecutivo avrebbe dovuto dare respiro all’economia, come abbiamo avuto modo di dire ieri, eppure per molti titoli e per lo spread non è stato così.Nell’ultimo consiglio di amministrazione di Unicredit è stato deciso l’aumento di capitale per un valore di 7,5 miliardi di euro ma è stato anche scelto di non redistribuire i dividenti dell’anno in corso.

Per quanto riguarda il piano industriale dell’istituto di credito, sono previsti nuovi licenziamenti. Entro il 2015, quindi in quattro anni, Unicredit pensa a ridurre il personale. Saranno mandati a casa circa 5200 lavoratori. Nella quota rientrano anche gli esuberi conteggiati dal settembre 2011.

Il piano industriale e le decisioni sulla ricapitalizzazione sono il banco di prova del titolo Unicredit sul mercato, azioni che però non ottengono il successo sperato e si parla già all’apertura delle contrattazioni di profondo rosso.

Il terzo trimestre di piazza Cordusio è stato chiuso con un buco che supera i 10 miliardi di euro. Una perdita normalizzata ma la flessione non lascia tregua al management. Per quanto riguarda il Core Tier di Unicredit è salito al 10,35 per cento con Basilea 2 e al 9% con Basilea 3. Adesso si punta a superare il 10% entro il 2015.