Il 2013 sarà un anno di trasformazione per Unicredit con l’introduzione della banca unica. Banca unica che, per il momento, non si tradurrà con lo scorporo delle attività italiane dalla holding. L’ipotesi era stata avanzata dal presidente di piazza Cordusio, Giuseppe Vita, ma oggi l’Ad Federico Ghizzoni, in un’intervista a Il Messaggero ha fatto sapere che il tema dello spin-off italiano non è in agenda. Il top manager ha inoltre escluso il riscorso ad un nuovo aumento di capitale, ribadendo che il coefficiente Core Tier 1 della banca si trova oltre il 10%, un valore che posiziona Unicredit tra le banche più capitalizzate d’Europa.

Nel corso dell’intervista al quotidiano romano, Ghizzoni ha auspicato l’introduzione rapida dell’Unione bancaria europea, tappa fondamentale per abbattere gli spread e, di conseguenza, il rischio sovrano del Paese. Basta vedere la differenza tra il costo del denaro per Unicredit in Germania e Italia: “in Germania abbiamo pagato di recente 22 punti base oltre l’euribor, in Italia siamo attorno a 290 punti base. La differenza la fa il rischio Paese”, spiega l’Ad di piazza Cordusio nell’intervista.

Ghizzoni si è soffermato anche sullo stretto legame che unisce Unicredit a Mediobanca, visto che piazza Cordusio è l’azionista di riferimento di piazzetta Cuccia con una quota pari all’8,6%. Con il mercato in attesa del nuovo piano strategico della merchant bank, che dovrebbe ridurre il peso dell’equity nel portafoglio delle partecipazioni strategiche, a Il Messaggero il manager ha dichiarato che “non esiteremmo un minuto” qualora Mediobanca finisse sotto attacco in Borsa.
 
Oggi si riunisce inoltre il Cda dell’istituto milanese che dovrebbe nominare Luca Cordero di Montezemolo alla vice presidenza della banca. Il numero uno della Ferrari, che già sedeva nel Cda di Unicredit, è stato indicato di recente dal Comitato governance come nuovo vice presidente. Montezemolo, nei giorni scorsi, aveva già ricevuto la benedizione da Ghizzoni: “penso sarà un ottimo vice presidente per Unicredit”.