Chiamarla casa è un azzardo. Ma nonostante i 122 cm di larghezza massima, questo piccolo spazio è stato adibito ad abitazione.

La piccola casetta si trova a Varsavia, in Zelazna street, ed è stata ricavata da un cunicolo posto tra due condomini; il progettista è l’architetto polacco Jakub Szczesny, e ha realizzato il progetto su commissione dello scritto Etgar Keret.

La casa presenta una struttura in metallo che si va ad inserire lungo le pareti perimetrali, di due condomini. La difficoltà è stata senza dubbio il progettare il sistema di isolamento esterno; superato brillantemente con un sistema di pannelli sandwich molto sottili, ma e efficenti prestazioni.

La casa in tutto conta 14 metri quadrati; dieci a piano terra, destinata alla zona giorno, mentre al piano superiore la zona notte con letto e piano lavoro, e quindi zona riflessione, dello scrittore.

La casa ha una larghezza massima di 122 cm, ed una lunghezza di 11 metri. Gli interni sono bianchi, sia pareti che mobilio, per garantire un maggiore apporto di luce e per evitare sensazioni claustrofobiche. Ottima scelta, in quanto vi è carenza di illuminazione naturale, che proviene dalla copertura in policarbonato. I mobili, come detto anch’essi bianchi come le pareti, sono stati realizzati quasi totalmente su misura: sarebbe stato difficile incastrare qualcosa di standard in questo spazietto! La porta del bagno, microbagno che ricorda tanto quelli presenti sugli aeroplani, è in vetro, scelta anch’essa che punta allo sfruttamento del singolo bagliore di luce.

Il costo dell’”opera” è di circa 85.000 euro, ammortizzati in parte dalle sponsorizzazioni private e dalla città di Varsavia. Mica poco per un “pensatoio”. Keret fa sapere che tiene molto alla sua nuova piccola casetta, e per un pò di tempo pare non voglia proprio metterla in vendita!