Il vertice notturno del presidente del Consiglio Mario Monti con i leader di Pdl, Pd e Udc di ieri ha favorito un’accelerazione dell’accordo su un nuovo testo del Ddl messo a punto dal ministro Elsa Fornero sulla riforma del mercato del lavoro che dovrebbe mettere al sicuro l’approvazione della riforma in Parlamento. Sono state decise leggere modifiche che da un lato rafforzeranno la possibilità di reintegro nei licenziamenti per motivi economici palesemente illegittimi e dall’altro allenteranno la stretta sui contratti a termine.

Anticipare lo sciopero della CGIL

Con l’accordo di ieri sera il Governo dovrebbero avere messo al riparo da nuove modifiche da parte dei partiti la riforma, anche se rimane il nodo delle parti sociali. Incombe sempre lo sciopero generale della Cgil, la cui data non è stata ancora decisa, ma che potrebbe alla fine convergere in una mobilitazione unitaria come chiesto ieri dalla Uil.

Le principali modifiche decise ieri sono l’introduzione del diritto al reintegro sui licenziamenti economici palesemente illegittimi, come da richiesta del PD, ed un ammorbidimento della stretta sui contratti a termine, in linea con il volere del PDL. L’idea è quella di assicurare da una parte l’ipotesi della reintegrazione, sia pure come ultima istanza, in caso di licenziamento economico giudicato illegittimo e, dall’altra, di ridurre il più possibile la discrezionalità del magistrato. Ora il Governo si aspetta una rapida approvazione della riforma in Parlamento, la cui sostanza rimane inalterata, anche per evitare conseguenze negative sui mercati.