Lo Stato britannico, che nel 2008 ha salvato dal fallimento Royal Bank of Scotland (Rbs) e Lloyds Banking Group sborsando 66 miliardi di sterline, potrebbe non recuperare mai quei soldi versati. Così avverte il rapporto di una Commissione parlamentare, diffuso oggi.

Secondo la House of Commons Public Accounts Committee, il Tesoro inglese ha commesso una serie di errori nella gestione della crisi finanziaria, a cominciare dal salvataggio e successiva vendita di Northern Rock. “Il salvataggio di Northern Rock dovrebbe costare ai contribuenti inglesi circa 2 miliardi di sterline – annuncia il rapporto – Il Tesoro non è stato in grado di rispondere prontamente quando la crisi bancaria è scoppiata perché non disponeva delle giuste competenze e comprensione. E’ stato lento a nazionalizzare la banca e ciò ha generato una perdita difficile da evitare”.

Errori che potrebbero essere ripetuti nel caso di Rbs e Lloyds. “La mancanza di concorrenza non ci rende fiduciosi sul fatto che si avrà un profitto dalla vendita delle due banche che rimangono ancora di proprietà pubblica, Rbs e Lloyds. Vi è il rischio infatti che 66 miliardi di sterline investiti nei due istituti non vengano mai recuperati”. Attualmente lo stato britannico detiene l’81% di Rbs e il 39,6% di Lloyds.

“Il Tesoro ha bisogno di imparare la lezione dalla vendita di Northern Rock e fare in modo che venga applicata in futuro, anche per la vendita di Rbs e Lloyds – conclude la commissione parlamentare – Il Tesoro deve assicurare di mantenere il personale giusto con le giuste competenze per comprendere i rischi e rispondere efficacemente (a una futura crisi bancaria)”.