(Finanza.com) La Gran Bretagna esce dalla “double-dip recession” e registra un +1% nel Pil trimestrale, riportando la congiuntura annuale sulla parità dopo il calo dello 0,5% (dati ONS). Cifre che sembrano rosee; ma non è così ottimista Azad Zangana, economista di Schroders. “Bisogna ricordare”, avverte l’analista, “che ci sono alcuni fattori temporanei che hanno influito su questi risultati. Innanzitutto, le Olimpiadi di Londra 2012, con la vendita di biglietti, turismo extra e investimenti aggiuntivi. In secondo luogo, la celebrazione del Giubileo di diamante della Regina che ha avuto luogo in questo trimestre. E’ quindi difficile giudicare se le cifre continueranno a restare nelle attese anche nel prossimo trimestre. Più di recente, ricerche come quella condotta sull’industria manifatturiera dalla Confederazione per l’industria britannica (CBI) hanno mostrato un’attività in indebolimento nel quarto trimestre. In più, l’aumento nei prezzi di energia e alimentari probabilmente aumenterà la stretta sui redditi delle famiglie, il che danneggerà i retailers soprattutto in vista del periodo di shopping natalizio”.
In sostanza, secondo l’economista di Schroders, il progresso del Pil depurato da tutte queste componenti si riduce ad un +0,3% trimestrale. Il che non è abbastanza per allontanare i rischi di una nuova recessione. Secondo Schroders, quindi, la Gran Bretagna corre invece il concreto rischio di una “triple-dip recession” nel 2013, a causa dell’austerity e della crisi del debito europeo, oltre che delle possibili implicazioni del fiscal cliff statunitense dopo le elezioni del 6 novembre.